Summum ius summa iniuria
Domenica 11 maggio ci si ritrova tutti, come ormai da 8 anni sotto l’albero simbolo di un piccolo comune: Il “ boboler” (bagolaro) di Staranzano per dare vita alla tradizionale pedalata a scopo benefico per la raccolta fondi
in favore dell’associazione Spiraglio. Alla fine del percorso di una dozzina di chilometri l’”Associazione Casoni di Quarantia – Amici della Natura” accoglie i partecipanti offrendo musica, un pasto a base di maccheroni, sardoni (acciughe) alla griglia, salsicce, costine di maiale… il tutto ad offerta libera, se vi pare poco!
Bello, direte voi, ma sono avvenimenti che succedono, fortunatamente, abbastanza spesso in giro per l’Italia, per questo diventa necessario precisare cosa rappresentano i casoni e i casoneri nella tradizione locale e nell’ambiente della foce dell’Isonzo. I casoni sono delle costruzioni per la maggior parte improvvisate e vagamente fatiscenti sorte su terreni demaniali lungo le rive dei vari rami delle foci dell’Isonzo in origine con lo scopo di ospitare gli attrezzi di pescatori a mezza strada tra professionisti e dilettanti e fornire
ormeggio alle loro barche. Con l’evoluzione dell’economia locale l’aspetto e l’utilizzo dei casoni è venuto mutando, sempre meno fatiscenti, in qualche raro caso delle vere seconde case e le battane dei pescatori sostituite da battellini in vetroresina. Una cosa non è però cambiata: la capacità di socializzare e l’orgoglio per il proprio casone. Percorrere questi sterrati per
mette sguardi su fioriture, piccoli capolavori di artigianato, qualche esplosione di kitsch quasi tenero e comunque un esempio di difficile equilibrio conservato tra una natura quasi spontanea e l’attività umana. Le cose sono andate avanti tranquillamente per anni tra una battuta di pesca, una bevuta degna di Pantagruel, e
tanta dedizione per la manutenzione e l’arricchimento delle costruzioni. Fino a quando i comuni hanno cominciato a riorganizzare il loro territorio, a definirne l’utilizzo, e a questo punto sui casoni è caduto il marchio dell’infamia: Abuso Edilizio e dopo qualche anno di controversie giudiziarie l’ordine di demolizione, fortunatamente non ancora esecutivo. E’ indubbio che da un punto di vista puramente legale è difficile eccepire all’illegalità delle costruzioni, l’occupazione abusiva di suolo demaniale, ma è altrettanto vero che questi contesti hanno una forte validità sociale, sono una struttura che regge il tessuto della comunità.
I responsabili dell’associazione stanno facendo il possibile per far arrivare a livello politico questi concetti, per far capire quanto di più può valere per un anziano impegnarsi nella conservazione di
una tradizione che è parte della sua vita, nella gestione del territorio, nella realizzazione di eventi fondamentali per mantenere la coscienza della comunità, piuttosto che la costruzione
di un nuovo centro per anziani, sterile e sterilizzato, completo di palestra, sala giochi e TV.
Sarà una lunga lotta e la vittoria non scontata, ma sperare è ancora possibile.