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martedì, aprile 22, 2008
1945
Mia zia all'epoca era una giovane sposa con un bimbo di pochi mesi, non saprei bene come raccontare la vita delle tre sorelle, in quel confuso periodo di guerra, un marito prigioniero in Africa, un altro alla macchia, nascosto ora in una cascina ora in un altra. La solidarietà da tutti, i brividi delle ultime pattuglie tedesche a rastrellare la campagna e infine, difficile da capire interamente, l'annuncio della fine della guerra. Scompaiono infine tutte le paure e la zia col bimbo e un conoscente, sale su una vettura di piazza per raggiungere dei parenti in un paese vicino. Così l'auto si avvia per la campagna tra argini e strade bianche, sopra si sente avvicinare il rombo di un motore, un aereo, ma ormai non c'è più paura, Pippo è lontano, scomparso, sarà un aereo americano che si abbassa per salutare.... una serie di esplosioni interrompe il rombo del motore, l'auto sbanda e si arresta in silenzio nel campo, mia zia bloccata dal terrore col figlio in braccio, imbrattata dal sangue e dai brandelli dei corpi del suo vicino e dell'autista, uccisi dalla raffica che ha tagliato in diagonale la macchina. Un pilota americano ubriaco aveva trovato un modo personale per festeggiare la fine di una guerra.
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