Diciassettesimo giorno Boadilla – Carrion de los Condes 26 Km

Sveglia alle 7 del mattino per rispettare la richiesta di Serafino che non apprezza i pellegrini atleti e preferisce la convivialità di una colazione comune. Il buon giorno non è dei migliori: ancora cielo grigio e piovigginoso, rimettersi scarpe e calze bagnate non invita al sorriso. Una lontana striscia di sereno ci fa sperare, così rimandiamo la partenza aspettando che spiova. Ci rimettiamo in marcia alle 9.30 rigidi e doloranti come ogni mattina, ma l’azzurro guadagna campo, il cammino è piacevole e costeggia il Canale di Castiglia, realizzato nel settecento per il trasporto del grano prodotto in zona, i primi raggi di sole che bucano le nuvole accendono il rosso dei papaveri
al bordo della strada e fanno brillare gemme di rugiada sui fili d’erba.
I resti di una serie di chiuse che permettevano alle chiatte
di superare un notevole dislivello e ci introducono a Fromista. Il sole è ormai caldo e in un attimo le sedie del bar nella piazzetta diventano stenditoi per calzini, magliette e giubbini: a titolo prudenziale un giornale in offerta gratuita viene razziato per non rischiare in futuro di non aver carta per far asciugare le povere scarpe.
Dopo la colazione visita alla farmacia per rinnovare le scorte di antinfiammatori e al bancomat per rimpinguare le finanze, poi sotto un piacevole sole affrontiamo gli ulteriori venti chilometri che ci aspettano. Paesetti dai nomi fascinosi: Villarmentero de Campos Villalcazar de Sirga che interrompono lunghi tratti di cammino che corrono paralleli alla provinciale.
Villarmentero de Campos
Pensala tu la poesia
quando piove talmente tanto
che non sai scorgere
cadute assieme due gocce
onde in una pozzanghera.
Pensala tu la poesia
accanto a papaveri stanchi
in fila ad aspettare
e malva pronta a consolare.
Pensala tu
fra cippi che seguono i passi
nel sentiero diviso in due che si fa fiume
e prolassa il cielo.
Pensala tu la poesia
e scrivi
quando le nubi bianche si riattaccano al filo
e tutte le allodole di Spagna
tornano qui a cantare.
Giannina.
Sono ormai quasi quattrocento i chilometri che abbiamo messo sotto le scarpe e cominciamo a sentirci veterani e ad osservare strani episodi lungo il cammino: nei giorni piovosi sulle meseta, dove il sentiero incrocia strade provinciali il rivedere in diverse occasioni un furgoncino carico di zaini, un pullman tedesco gran turismo che compare per diversi giorni successivi in paesi distanti solo qualche decina di chilometri e infine gruppi ciarlieri di pellegrini con zaini assurdamente piccoli e leggeri che salutano allegri e sorridenti con il classico:”Ola! Buen Camino!”... Giannina non li degnava di una risposta.
Ci fermiamo su una panchina accanto ad una statua al pellegrino per un rapido spuntino e per dare aria ai poveri piedi e nel giro di dieci minuti riusciamo a finanziare (20€) una pellegrina olandese che ha visto bloccato il suo bancomat e vuole contattare telefonicamente la famiglia per risolvere la situazione e a medicare le vesciche di un ragazzo ungherese che abbiamo incrociato diverse volte e che, causa i problemi ai piedi, indossa francescanamente dei sandali lasciando però la ferita viva delle vesciche a diretto contatto col fango della strada…
Proseguiamo sempre fiancheggiando la strada che taglia la pianura con interminabili rettilinei, ma papaveri, fiordalisi e allodole ci accompagnano piacevolmente.
Villalcazar de Sirga più lungo il nome che il paese, ma una imponente cattedrale romanico gotica
cresciuta proprio di fronte ad un bar ci impone una sosta di riflessione per due foto una birra e un panino. Ultimi sei chilometri superati di slancio, nonostante il pomeriggio avanzato il sole è dolce e una leggera brezza cancella la fatica.

Carrion de los Condes: il primo albergue è pieno ma il secondo, un convento di suorine, ci accoglie piacevolmente, sul tetto della chiesa le cicogne fanno sentire il mitragliare del loro becco, mentre il cielo torna ad annuvolarsi minacciando l’asciugatura del nostro bucato. Al lavatoio conosciamo un ragazzo italiano, amputato di entrambe le gambe che sta facendo il cammino con una carrozzella - bicicletta azionata a braccia, ci supererà domani affrontando in velocità una curva in discesa in un tratto in cui la strada sfiorava il cammino.