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martedì, aprile 22, 2008
1945
Mia zia all'epoca era una giovane sposa con un bimbo di pochi mesi, non saprei bene come raccontare la vita delle tre sorelle, in quel confuso periodo di guerra, un marito prigioniero in Africa, un altro alla macchia, nascosto ora in una cascina ora in un altra. La solidarietà da tutti, i brividi delle ultime pattuglie tedesche a rastrellare la campagna e infine, difficile da capire interamente, l'annuncio della fine della guerra. Scompaiono infine tutte le paure e la zia col bimbo e un conoscente, sale su una vettura di piazza per raggiungere dei parenti in un paese vicino. Così l'auto si avvia per la campagna tra argini e strade bianche, sopra si sente avvicinare il rombo di un motore, un aereo, ma ormai non c'è più paura, Pippo è lontano, scomparso, sarà un aereo americano che si abbassa per salutare.... una serie di esplosioni interrompe il rombo del motore, l'auto sbanda e si arresta in silenzio nel campo, mia zia bloccata dal terrore col figlio in braccio, imbrattata dal sangue e dai brandelli dei corpi del suo vicino e dell'autista, uccisi dalla raffica che ha tagliato in diagonale la macchina. Un pilota americano ubriaco aveva trovato un modo personale per festeggiare la fine di una guerra.
lunedì, aprile 21, 2008
Ortisoni, bruscandoli, bruschi, sparsi de mont...chissà se resteranno ancora a lungo nella memoria popolare questi nomi, eredità di una cultura che legava necessariamente la sopravvivenza alla terra. Adesso è diventato un gioco e ieri, sfruttando una insperata pausa nelle giornate di pioggia che ci stanno tartassando, abbiamo setacciato un piccolo monte alle spalle di Cormòns proprio per raccogliere erbe e germogli che offre la primavera e che richiamano sapori in gran parte dimenticati.
I nomi delle varie erbe sono un po' contraddittori talvolta in contrasto tra le varie zone dialettali.
Generalmente vengono chiamati ortisoni i
germogli degli asparagi selvatici, mentre i bruscandoli sono i germogli del luppolo selvatico e i bruschi sono i germogli del pungitopo.

BRUSCANDOLI
ORTISONI
Conclusione della giornata in un Agriturismo che si presta a cucinare le erbe raccolte, risottino, frittate e bollite e servite in insalata. Sapori non così evidenti e netti, un'aura di amaro nel fondo, testimonianze però di una cultura che sarebbe triste non conservare anche se a livello di gioco.
Considerazioni a margine forse un poco schizofreniche. Alcuni prodotti agricoli di base per la sopravvivenza umana stanno rapidamente aumentando di prezzo per svariati motivi che vanno da variazioni climatiche a modifiche delle abitudini alimentari dei paesi emergenti, alle scelte dei paesi sviluppati di utilizzare la terra e alcuni prodotti agricoli per sfamare i motori a scoppio; variazioni che poco pesano sulle nostre tasche in quanto solo un dieci per cento dei nostri guadagni serve a soddisfare i bisogni alimentari, ma quando il tenore di vita scende e questa percentuale sale oltre il cinquanta o il sessanta per cento il problema diventa molto pesante.
Ho sentito per radio uno studioso di problemi di alimentazione umana fare una riflessione che mi sembra di poter condividere: trovava immorale che per assolvere alla fondamentale funzione di soddisfare le nostre necessità di alimentazione così poco bastasse (generando in qualche modo un atteggiamento di indifferenza e trascuratezza nei confronti del problema quasi fosse scontato) mentre per altri è una necessità tanto stringente da non lasciare spazio ad altro. Auspicabile come sempre una forma di riequilibrio che però non vedo affatto all'orizzonte.... mentre all'orizzonte si delineano altri apparentemente piccoli fenomeni che potranno pesare molto anche sui problemi dell'algricoltura e dell'alimentazione come la rapida scomparsa del popolo delle api.
sabato, aprile 19, 2008
E in questi due anni cosa è successo, direte voi. Nulla di particolarmente eclatante, mi sono sempre più legato all'azienda agricola e alle sue protagoniste; ho seguito l'evolversi di un'azienda da una situazione di completa inazione ancorata alla mera sopravvivenza col rischio di un tracollo imminente ad una progressiva rinascita imposta da un nuovo direttore con progetti innovativi che coinvolgono in parte anche il mio intervento. Il prossimo sviluppo, già in fase di progetto, sarà un impianto a biogas che sfrutterà il metano generato dal letame prodotto dal bestiame per fornire energia elettrica (venduta all'ENEL) e calore per un essiccatoio. Piccolo ma significativo passo verso una diversa concezione dell'equilibrio energetico e della riduzione dei fattori inquinanti... e poi l'ambiente di lavoro è di merda ma non in senso metaforico, si respira aria pulita!
Per quanto riguarda il mio stare, buoni rapporti umani, buona salute, serenità.
Avevo ben chiara in mente l'immagine che accompagnava questi versi ma riordinando il blog non l'ho più ritrovata, allora la riposto, sorridendo un po' a distanza di anni

Precipito
nel mio vuoto
interno
urlando sconclusionate
frasi di
felicità
venerdì, aprile 18, 2008
Non era proprio dimenticato, ogni tanto la mente ci tornava ma ormai era un capitolo chiuso, soddisfazioni tante, qualche rimpianto ma tiriamo di lungo…
Poi succede che un bimbo di dieci anni, figlio di un amico, decide di aprire un blog e chiede qualche consiglio…” ma tu una volta non avevi un blog? Mi fai vedere?...” E ci si trova di fronte a pitture scrostate, legni imputriditi, alberi scricchiolanti. Il cuore si stringe, un vago senso di colpa nei confronti di chi ancora passa da quelle parti e cerca di non vedere il degrado progressivo, aggrappato al ricordo di un legame caldo e forte.
Allora, coraggio, mano agli attrezzi che una volta mi erano abituali, cerchiamo di sostituire il putridume, grattiamo le vernici scrostate, tesiamo il sartiame, sostituiamo almeno le cime d’ormeggio e la passerella per accogliere di nuovo gli amici…le vele…. Le vele ci penseremo più avanti.
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