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Desprez - Missa l'Homme Arme

Pro Cantione Antiqua

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L'oracolo di oggi
E' impossibile raggiungere la parità tra gli esseri. Le differenze vanno rispettate. Il potere venga gestito da colui che è degno, altrimenti la lotta di classe sarà l'ovvia conseguenza. La vera armonia esiste quando il posto esteriore è supportato da una dignità interiore.
Quanto bisogno
di essere amati
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giovedì, gennaio 27, 2005
 

 Questo è un motivo in più per non dimenticare... voleva ricordare Zhao Ziyang e la polizia cinese l'ha ridotto così...(dal Corriere della sera on line)


Ci sono state e ci sono tuttora in tutto il mondo stragi e carneficine che sfiorano le nostre coscienze coinvolgendoci più o meno, ma la vita continua e perdiamo la capacità di indignarci.  L'organizzazione nazista dei campi di sterminio va ricordata oltre che per l'orrore di milioni di vite spente nel modo più truce anche per la luce agghiaccante che mette in evidenza un altro aspetto dell'animo umano.
Per alcuni uomini è possibile diventare ciechi alle conseguenze dei loro atti nei confronti di altri uomini. L'unico valore che riescono a vedere, l'unico idolo che venerano è quello dell'efficienza, del lavoro portato a termine nel migliore dei modi possibile. Quanti responsabili dei campi di sterminio hanno impegnato tutte le loro energie per migliorare la catena di distruzione che tenevano nelle loro mani, questa organizzazione era diventata la loro ragione di vita, hanno continuato anche quando ormai era evidente lo sfacelo del regime che aveva affidato loro l'infame incarico.
Per questo bisogna ricordare, per questo bisogna gridare che tutto deve essere in funzione dell'uomo, l'uomo è il fine ultimo di tutto, non può essere sacrificato a nessuno schema... Forse non ci sono più i lager... ma un solo lager.

Per continuare a ricordare

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offerto da skipper246 | 20:51 | commenti (9)


giovedì, gennaio 13, 2005
 

c'è una meta
per il vento dell'inverno
il rumore del mare.

Ikenishi Gonsui

(dipinto da Franco Rossi) Dipinto da Franco Rossi

offerto da skipper246 | 22:36 | commenti (17)


mercoledì, gennaio 12, 2005
 

 

Che fa una barca nel bosco?

Niente. Sta ferma.
Non è albero, non è viaggio.
Come un sasso? No, di più. Come un sasso senza posto.
Eppure il suo legno è quello dei tronchi forti.
Avrebbe la resistenza che serve per affrontare la corrente.
Ma le manca il fiato sotto l’ombra dei funghi.Troppo buio per una barca, lì sotto.
Eppure avrebbe i remi per proseguire verso la sua rotta.
Ma se spingi un remo, in una barca nel bosco, t’incagli sulla roccia.
La roccia è dura. 

E fitta è la foresta.
Non esce da sola una barca, dal bosco.
Diventa “roba”, roba da sgombrare, perché – è ovvio -  una barca nel bosco non  vive,
scompare.

Se penso a una barca nel bosco, rivedo un bambino e il  suo sogno.
Non basta una  notte, la mente, l’uccello nel cuore, due mani.
E il legno, rinchiuso, marcisce.

Occorre di più
Il sogno ha bisogno di vento, corrente, vedute,  più dita intrecciate,
moneta - se occorre.
Da solo non può.

Ci sono bambini che sognano d’ imparare a scrivere :
“Questo è il mio nome” – vorrebbero appuntare
E mentre sognano di sognare
senza la carta, l'inchiostro, una sedia
si trovano in un luogo da cui guardare le barche
i pescatori che salpano, il mare che ingrossa in un foglio -  disegno -
dove una storia che non poteva nuotare - dal remo di una penna
rincorse l'ala - sopra una chiglia
fino al timone di una banco, dentro una scuola,
a una  parola ancorata  – su una lavagna
quando il gesso che salpa  - dal nero alla luce del segno
mostra la esse dell’onda  di un suono, che finalmente è speranza  - che non scompare.


ringrazio molto l'autore, che ha chiesto di rimanere anonimo
da Alp

Affascinato non ho parole, se non l'invito a partecipare, è così piccolo il contributo che quasi fa vergogna... dà la misura del nostro spreco.

offerto da skipper246 | 10:21 | commenti (2)


lunedì, gennaio 10, 2005
 

 Terapie

Qualche volta si scopre che basta assai poco per ritrovare un po' dell'equilibrio e della serenità che il mondo sembra voler negare. Passo  a salutare un amico e parlando mi dice che stà ripulendo un fazzoletto di terra abbandonato da anni, eredità dei tempi in cui la famiglia era ancora contadina e un po' di legna e di pascolo facevano parte delle necessità fondamentali. Considerato che tra una festa e l'altra il lavoro non è ancora ripartito, e che passare le giornate a scorrere su internet le notizie provenienti dai quatto angoli del mondo non aiuta a sostenere il morale, mi offro di dargli una mano. Così per tre giorni, armato di sega, mazzangomazzango (pennato) (pennato), forbici scopro il sottobosco, ammiro e comprendo, nell'apparente immobilità, la continua lotta per la sopravvivenza, i tronchi che sono solo vestigia e quelli che hanno saputo deformare la loro morfologia: allungandosi sproporzionatamente per mettere qualche foglia sopra il folto a garantire la vita. Motosega e decespugliatore restano nel baule della macchina, non abbiamo problemi di produttività e preferiamo gustarci il silenzio e i profumi che la lenta e faticosa sega a mano trae dai diversi legni. Ogni groviglio di rami va analizzato, aggirato, affrontato e col trascorrere delle ore lo sguardo riesce a spaziare tra i tonchi degli alberi maggiori mentre alle spalle crescono i mucchi di legna che finiranno nella stufa dell'amico. Solo l'incupirsi dell'ovattato grigiore della nebbia ci fa riporre gli attrezzi e tornare verso casa dove due bimbi, un cucciolo di gatto e il sorriso della padrona di casa danno il tocco finale a questa semplice ma eficace terapia ricostituente.

offerto da skipper246 | 20:45 | commenti (10)