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mercoledì, dicembre 22, 2004

Buone Feste! Ritorno tra qualche giorno.
domenica, dicembre 19, 2004
L'uomo - o l'ombra - che sul far della sera si volta e guarda alle sue spalle il giorno e scorge a brani e a lacerti il bene e il malefatto umano - ma confuso è il profilo delle opere, alta l'erba che le sommerge. E lasciano macerie, murerie, carpente sospeso un polverio. Si smarriscono il calcolo e il criterio. Si disorienta il cuore. Non può fuori distinguere né dentro se medesimo, si perde nell'enigma della sua specie l'uomo o l'ombra, l'ombra e l'uomo. Ma una vampa sottile li appariglia, una sola luce li elimina.
Da Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini. Mario Luzi.
giovedì, dicembre 09, 2004
Battaglia...navale
Ci sono delle baiette molto suggestive ma che non si prestano per un tranquillo ancoraggio notturno, perché troppo strette, o con un fondale talmente coperto da posidonia da impedire all'ancora di fare una buona presa, oppure perché il fondo scende molto rapidamente oltre i 25m, il che richiederebbe eccessiva lunghezza di catena. Nell'isola di Lastovo (Lagosta) a sud di Curzola una di queste era la baia Mali Lago (piccolo lago) ben riparata ma con un fondale che precipita rapidamente oltre i trenta metri. Il rimedio, se il tempo è buono, consiste nel portare un paio di cime a terra impedendo così alla barca di ruotare col vento e di tirare l'ancora verso le zone più profonde della baia. Chiaramente se alcune barche utilizzano questo metodo gli ultimi arrivati devono adeguarsi perché girando liberamente sull'ancora rischierebbero di andare a sbattere contro quelle tenute ferme dalle cime a terra. Arrivammo nella baia il primo pomeriggio e l'armatore prevedeva di fermarsi solamente per un bagno e uno spuntino, quindi, considerato che il vento ci spingeva dolcemente verso riva, ci limitammo a dar fondo con una buona quantità di catena. Il tramonto si avvicinava e ormai era chiaro che non ci saremmo mossi da li e che era il caso di pensare ad un ormeggio definitivo. Purtroppo da una barca vicina, austriaca, si alzò una voce che in austroitaliano chiese:- Prego mettere corda a terra Ja!….- Purtroppo il mio armatore non apparteneva alla categoria delle persone disposte ad accettare di buon grado consigli non richiesti, anche se logici, per cui rispose, inserendo qualche "esclamazione" in croato, che lui aveva trent'anni di esperienza e che non era ancora nato chi gli potesse dire dove e come mettere cime. Nel giro di qualche minuto, pur con difficoltà di lessico, si era arrivati al "vecchio scemo!" "ma vaff..!!!". La cosa si fermò li per l'impossibilità fisica di venire alle mani. Ma il gioco era fatto, moralmente impossibile mettere l'indispensabile cima a terra, si poteva solo sperare che il vento fosse clemente con la presa di posizione del mio armatore. Com'è nelle regole della natura al tramonto si alzò una leggera (per fortuna) brezza che ci fece leeentameeente ruotare avvicinandoci alla barca dell'austriaco. La tensione era palpabile, nessuno ne parlava ma gli occhi di tutti saettavano in continuazione verso l'avversario per capire se la distanza diminuiva ancora. La notte fu clemente e l'indomani una leggera bava ci aveva rimesso in una posizione tranquilla. Ma l'austriaco non demordeva e avvistata una piccola motovedetta della "MILICJA" tanto si sbracciò che la fece accostare e dopo breve conciliabolo puntò su di noi; controllo documenti e preghiera di mettere per sicurezza una cima a terra. "non serve, partiamo tra poco… " e con questo anche la Milicja fu congedata. Rimanemmo invece ancora per un altro bagno e per il pranzo con una brezza sempre più fresca che strappava centimetro dopo centimetro la distanza che ci separava dall'-odiato- austriaco. Ma non poteva essere una fuga e solo quando tutto fu sistemato finalmente si accese il motore e il verricello cominciò a tirare a bordo la catena lasciando intatto l'orgoglio dell'armatore ma un po' acciaccato il suo buon senso.
venerdì, dicembre 03, 2004
nel deserto del silenzio parole come pioggia improvvisa sbocciano fiori colori vita
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