schoonerblog
Vagrant

 


State ascoltando
Desprez - Missa l'Homme Arme

Pro Cantione Antiqua

I CHING
L'oracolo di oggi
E' impossibile raggiungere la parità tra gli esseri. Le differenze vanno rispettate. Il potere venga gestito da colui che è degno, altrimenti la lotta di classe sarà l'ovvia conseguenza. La vera armonia esiste quando il posto esteriore è supportato da una dignità interiore.
Quanto bisogno
di essere amati
è nascosto
nell'illusione
di amare



link


ancora poesia
Battelloarcipelago
Battellocinema
battellocucina
Battelloebbro
Battellofoto
Battellolibri
Battellomusica
Battellopittura
Battellopoesia
Battelloscrittura
Battellosport
Battelloteatro
Battellotimone
Battellounaltromondopossibile
bigmarlin
boschi e natura
cicabu
farouche
Flor
gilbert
Gordon Pym
harmonia
il fascino del fiume
justannie
la navigatrice solitaria (?)
La terra di mezzo
Lam
le caprette tibetane
Letter per Barone
liberitutti
Lino
Lorelai
mamma lara
maqroll
marzia
melusina
melusina 2
mic-isman
momi
musica ma non solo
musica nel senso più completo...e saggezza
nebbie padane
non un blog ma il sito di un amico
pattinando
poesia a portata di mano
poesia con aroma di spagna
polo - luna
racconti di mare
ridere dell'economia...si può?
sintetico e caustico
Sito (creato da me) di un'associazione di volontariato di cui faccio parte
stazitta
stepa
Tristano
un blog israeliano
una casa che sarebbe piaciuta a Van Gogh
una presenza discreta ma affascinante
vicina nei luoghi e nello spirito
blog archivio
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
maggio 2005
aprile 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
counter
visitato *loading* volte



mercoledì, novembre 24, 2004
 

Gli Stati Uniti ritengono che le elezioni in Ucraina non si siano svolte in modo corretto...come pensano che possano esserlo quelle che si svolgeranno in Iraq?

dal sito della CNN intervista al Ministro ad interim della difesa.

Meanwhile, Iraq's interim defense minister was quoted by an Arabic-language newspaper Tuesday as saying he cannot guarantee the safety of voters or candidates in the country's elections scheduled for January 30.

"You ask me as defense minister, will I be able to provide safety for candidates and voters? I say no, I have no plan until now," Hazem Sha'alan was quoted as telling London, England-based Asharq Al-Awsat.

"The Iraqi citizen doesn't know what elections are and doesn't know who the candidates are or who the voter is."


offerto da skipper246 | 20:55 | commenti (8)


lunedì, novembre 22, 2004
 

maquilerasMAQUILAS E MAQUILERAS

IL PERICOLO ALCA (Area di Libero Commercio delle Americhe)

È lunedì. Fin dall'alba decine di donne si accalcano presso la rete di cinta dell'impresa Elamex a Ciudad Juarez, Messico.
L'infermiera le controlla una ad una: "Vediamo, tirati giù i pantaloni... Guarda queste vene varicose!...Mi spiace, non c'è lavoro per te".
Le donne camminano in direzione dei bagni. L'esame delle urine deve dar risultato negativo,
Il caporeparto grida: "Qui non c'è posto per le gravide. E non potete restare incinte mentre lavorate per l'impresa. È chiaro?".
Elamex è una delle 320 maquilas che operano in questa città di frontiera.
I padroni sono statunitensi, giapponesi, coreani, tedeschi, canadesi.
Il caporeparto mette le cose in chiaro: "primo ed ultimo avviso. Niente riunioni né sindacati. Al minimo sospetto, ve ne tornate da dove siete venute".
Elamex fabbrica sensori per il fumo. Mani giovanili e infantili, protette appena da ditali di gomma, lavorano con materiali radioattivi in un capannone chiuso e torrido. I pollici sono viola per la costante pressione sui componenti. È proibito parlare. Sono indicati tempi precisi per andare al bagno. Le pause durano dieci minuti, una alla mattina e un'altra al pomeriggio. I piedi gonfi, le schiene sembrano rompersi dal dolore. Il ritmo di produzione non può calare.
In Messico, più di un milione di operai, in immensa maggioranza donne, lavorano in 4000 maquilas situate nella frontiera e in tutto il paese. Maquilas tessili, plastiche, chimiche, di componenti elettroniche, alimentari, di giocattoli, di scarpe, di tutto.
Maquilas in Costa Rica, in El Salvador, Honduras, Guatemala, Panama, Repubblica Dominicana... in tutta l'America Latina.
Qualcuno potrebbe dire: "Perlomeno queste imprese aiutano lo sviluppo dei nostri paesi".
No, queste imprese aiutano solo se stesse. Pagano dieci volte di meno i salari che nei loro paesi.
E cosa ci comprano? Niente. Le maquilas non usano le materie prime del paese. Portano tutto da fuori, dal filo fino ai bottoni.
Le maquilas vogliono solo abbassare al massimo i loro costi di produzione contrattando mano d'opera a basso costo.
Qualcuno potrebbe dire: "Beh, almeno ci danno lavoro". Vogliamo lavoro, si, ma con dignità. Nelle maquilas non c'è legislazione del lavoro né ambientale né niente. È frequente il maltrattamento e la molestia sessuale. I licenziamenti sono ingiustificati. L'87 per cento delle maquileras sono donne. La maggior parte tra i 16 e i 30 anni. Gli imprenditori le preferiscono così, per poterle pagare molto meno degli uomini per svolgere le stesse mansioni.
Questo è il mondo dell'ALCA, che sta trasformando l'America Latina in una grande maquila.
Un paradiso fiscale dove le imprese straniere non pagano tasse e possono prelevare facilmente il denaro dai nostri paesi.
Questa è la vergogna dell'ALCA, che colloca i diritti del mercato al di sopra dei diritti umani.
[Red Centroameriana en Solidaridad con las Trabajadores de las Maquilas:
(tradotto dal Consolato Ribelle del Messico-Brescia)

 

 

offerto da skipper246 | 20:42 | commenti (8)


sabato, novembre 20, 2004
 

 

 

deserto fiore

dissetato

con acqua

di miraggio

 

 

 

 

 

 

 

offerto da skipper246 | 21:19 | commenti (8)


giovedì, novembre 18, 2004
 

 Da La Stampa on line     Discriminazioni ambientali 

  Fosse il caso di cominciare a preoccuparsi anche di questo

18 Novembre 2004
 
di Massimo Gramellini
 
Perché in questi giorni la classe dirigente si accapiglia su temi come l'omosessualità, che hanno saturato il pubblico fino alla nausea, e non dedica un'oncia della sua saggezza ai seicento abitanti di un'isola dell'Alaska costretti all'emigrazione dallo scioglimento dei ghiacci su cui poggiano le loro case? Fossero stati vittime di una discriminazione politica o sessuale, avrebbero acceso indignazioni planetarie. Poiché sono solo i primi rifugiati ambientali della storia umana, cavie di un destino che potrebbe riguardarci tutti, l'opinione dominante li derubrica a curiosità di colore.

Possiamo continuare a raccontarci la favola che i cittadini del mondo, per paura o fatalismo, non vogliono sentir parlare del problema e preferiscono distrarsi con dispute scolastiche (a livello psicologico, una discriminazione pro o contro i gay esisterà sempre, perché nessuno, neanche un gay, riesce ad accostarsi a un gay senza pensare che è gay). Ma sarebbe, appunto, una favola. Mai come oggi le persone hanno desiderato informarsi sullo stato dell'ambiente: lo dimostra l'affollamento dei siti Internet. Sono i potenti che, pur di non mettere in discussione le storture di un turbocapitalismo senza controllo che ormai fa orrore a qualunque vero liberale, preferiscono ignorare i segnali sempre più incalzanti che la natura regala agli uomini, etero e gay, nella speranza che capiscano che è scattato l'allarme rosso: il momento in cui non si può più pensare a nient'altro, se non a come correre ai ripari
 










offerto da skipper246 | 23:51 | commenti (7)


lunedì, novembre 08, 2004
 

Incontri particolari, camosci sul Jof Fuart.
Non è che mi piace solo il mare, anche la montagna merita di dedicarle un po' di fatica e un po' di tempo. Queste sono alcune immagini di un'escursione su un monte delle Alpi Giulie: il Jof Fuart (2666 m.). 1600 metri di dislivello pernottamento al rifugio Corsi, sentiero ruvido con qualche passaggio protetto da cavi ed esposto, bel panorama dalla vetta.

 

 


La vetta

creste nella foschia

 
 

Il versante nord del Montasio (sono stato anche la in cima)

  
Necessità di respirare aria pura e di riposare gli occhi....con l'aria che tira!

offerto da skipper246 | 23:27 | commenti (23)
 
offerto da skipper246 | 20:37 | commenti (2)
 

Sei un Blogger e ancora non ti sei "connesso"? per connettere cuore e cervello, il modo più semplice è quello di sottoscrivere per Emergency!
offerto da skipper246 | 12:37 | commenti (2)


venerdì, novembre 05, 2004
 

Vauro

Premiata macelleria Afghanistan

offerto da skipper246 | 23:31 | commenti (3)
 
Vauro Premiata macelleria Afghanistan
offerto da skipper246 | 23:17 | commenti (4)
 

Avvisi: nessuno.

"Adriatico settentrionale, mare e canale di Corsica, mar ligure: venti deboli variabili, cielo sereno mare quasi calmo". Con queste previsioni si poteva tranquillamente lasciare Porto Ferraio e fare rotta per Saint Tropez. Ormai eravamo in mare da diverse ore e il sole cominciava ad abbassarsi sull'orizzonte. Tutte le vele a riva, tanto per far figura, e motore. Tavola apparecchiata in coperta e atmosfera rilassata. Al solito ho finito di cenare un po' prima per dare il cambio al timoniere, lo sguardo corre lungo il cerchio dell'orizzonte completamente deserto, il cielo sereno, se si escludono due bioccoli di cotone. Ma... l'occhio ha colto qualcosa di curioso, una lieve striscia più scura... uno sguardo col binocolo e quello che vedo è abbastanza preoccupante: non qualche cresta, come mi aspettavo ma schiuma soffiata in aria da turbini di vento, un vero uragano.
Le prime raffiche si portano via qualche piatto di carta che non siamo riusciti a sgomberare e poi scoppia veramente l'inferno, l'anemometro si inchioda a fondo scala... 50 nodi, in pochi secondi le stecche della randa (tavole di legno delle dimensioni di uno sci) rompono le tasche e spariscono nel vento come pezzetti di carta. Mi rendo subito conto che non è possibile tenere la prua al vento il tempo necessario ad ammainare tutte le vele (Genova, trinchetta, vela di strallo, Maestra) con soli tre marinai, rimarrebbero solo dei brandelli. Allora motore al massimo Puggiata alla grande, lascata la randa che sventi tutte le vele di prua e rotta per nord est. Sembra che tutto proceda per il meglio il genova e la trinchettina sono già stati accuratamente legati quando il cavo d'acciaio che trattiene il carrello del punto di scotta della randa cede e lo sforzo sulla tela, non più concentrato nel suo vertice strappa un paio di metri di rotaia dal boma e diversi metri di tela. Così mi trovo a dover timonare in ginocchio per non rischiare di prendere in testa i due chili di acciaio inox che seguendo i movimenti della vela frustano l'aria sopra di me.
Terminate le manovre d'emergenza il sole è stato sostituito da una splendida luna che mette in evidenza le bianche creste che coronano le onde ormai imponenti.La situazione non lascia alternative, ritorniamo sui nostri passi; salvo imprevisti conto di arrivare a Livorno per le sei di domattina, e viste le condizioni, resterò sempre io al timone, che fanno 12 ore. La sagoma scura della Gorgona conferma che siamo sulla giusta rotta. Mentre l'orizzonte comincia a schiarire individuo il faro delle secche della Meloria, ultimo pericolo prima di trovare la tranquillità del porto. Infine un posto in banchina, a fianco di un rimorchiatore, col vento che soffia dalla banchina, quindi nessun problema: fondo all'ancora, fuori i parabordi, cime a terra, che anche all'alba c'è qualcuno che ti da una mano per l'ormeggio, fuori la passerella e poi tutti in cuccetta. Ma che C... succede, un rumore infernale mi fa schizzare in coperta giusto per vedere il rimorchiatore che sta lasciando la banchina tirandosi appresso la nostra ancora e facendo saltare la catena sul barbotin del salpaancore; corro a poppa per dare un colpo di sirena nella speranza di avvisare il comandante del rimorchiatore ma faccio appena in tempo a bloccare uno dei marinai che voleva mollare una cima d'ormeggio tesata in modo pauroso. Vedo il bittone di bronzo torcersi come burro, strappare i vitoni che lo ancoravano al ponte e volare fuori bordo. Per qualche miracolo le due ancore si liberano all'improvviso e ritorna la calma. Sistemato di nuovo l'ormeggio vado in capitaneria per sporgere una protesta ma mi fanno capire che avendo dato io fondo dopo il rimorchiatore non posso pretendere che chi salpa faccia un po' di attenzione a quello che succede dietro di lui. Tornato a bordo ritrovo il rimorchiatore ormeggiato fianco a me. Visto l'impossibilità di chiedere i danni provo a cambiare strategia, salgo a bordo e mi informo col comandante dove posso trovare un'officina per rimediare il bittone deformato e le viti formato maxi che lo ancoravano al ponte. "Cosa vuoi, noi abbiamo la nostra officina, è gente in gamba, vedi quel furgoncino sulla banchina, portagli il pezzo deformato e un campione delle viti e vedrai che con una stecca di sigarette e un paio di bottiglie te la cavi..." Così nel pomeriggio è di nuovo tutto a posto, pronti a seguire un altra avventura. Già perché nel frattempo la libecciata non si è calmata e sul canale 16 arriva la voce agitata di una fanciulla:" siamo in quattro su una barca a vela, stiamo cercando di arrivare a Livorno... potete aiutarci?" La Capitaneria di Porto cerca di capire dove si trovavano e da qualche indicazione fino a quando una delle navi alla fonda fuori dal porto riesce ad avvistarla e a guidarla via radio fino all'entrata in porto. Ovvio che i quattro quasi naufraghi furono rincuorati da un tè caldo a bordo da me...ma non abbiamo fatto tardi!!!

offerto da skipper246 | 21:03 | commenti (1)


martedì, novembre 02, 2004
 

Goia. Il sonno della ragione genera mostriViene da pensare che dopo un anno ci ritroviamo allo stesso punto.... magari fosse così, un anno è servito a macinare la vita di decine di migliaia di persone per motivi non solo inutili, ma addirittura abietti. Alla distruttiva impersonale potenza militare fa fronte la sconvolgente personalizzazione dell'uccisione pubblica e pubblicizzata del singolo. Secondo logica almeno metà del mondo dovrebbe essere in piazza per fermare lo scempio, se nessuno preme i grilletto non parte nessun colpo. Ma sappiamo solo parlare bene, forse pensare, e delegare a chi ha il coraggio di mettere in gioco tutto se stesso per un'idea. Forse non dovremmo essere così fieri di promuovere una raccolta di fondi. forse chi ci seguirà tra qualche decennio potrà rimproverarci di non aver fatto abbastanza per frenare il disastro. Siamo molto miopi le azioni forti verrano forse quando le fiamme cominceranno a scottarci la schiena. Per ora accontentiamoci di sfilare qualche euro dal portafoglio e di infilare nell'urna un voto che porti con se valutazioni e valori ponderati. Speriamo sia un modo per festeggiare qualche segnale di cambiamento che potrebbe cominciare già da questa notte.

Il piccolo banner qui sotto vi fornirà tutte le indicazioni necessarie; e anche se si dice che è sempre difficile ricreare le atmosfere di certi avvenimenti si può sempre sperare che Sermide gennaio 2005 sia ancora meglio!


 

offerto da skipper246 | 23:08 | commenti (12)