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lunedì, agosto 09, 2004
 

Superman


Come in tutte le attività, anche nella nautica ci sono incidenti tipici, che tutti hanno vissuto e che i più esperti possono intuire e poi, con un po' di cinismo, seguire nella loro evoluzione fino all'epilogo imbarazzante ma, normalmente, indolore. Un caso tipico è quello del gommoncino che il 90% delle barche vela si trascina a poppa. Tanto innocuo che viene facilmente dimenticato...e allora si vendica, con conseguenze potenzialmente pericolose.
Mattina, una baia nelle Incoronate (Croazia), con tutta calma sto preparando la barca alla partenza
per la solita tappa, poche decine di miglia fino al marina per rifornimenti di acqua e cibo.
Una cinquantina di metri sopravento a noi una barca a vela inizia a salpare l'ancora, mi accorgo che
il timoniere ha esagerato con il motore e la barca sta sopravanzando la catena dell'ancora facendola strusciare contro lo scafo... la situazione è tipica e le conseguenze prevedibili: l'uomo a prua caccia un urlo per avvertire il timoniere che provvede subito con un energico colpo di retromarcia, la barca rallenta, indietreggia... il gommoncino avanza incerto, non sa come comportarsi, la cima di rimorchio affonda nell'acqua... viene risucchiata dall'elica et voila il gioco è fatto, motore bloccato e gommmone incastrato col naso sotto la poppa della barca. L'ancora salpata a metà non trattiene più la barca e il vento, fortunatamente gentile, la spinge verso di noi; offriamo una cima per trattenerla fino a quando non abbiano risolto il loro problema.
A bordo tre uomini e una donna, il primo ad armarsi di maschera pinne e coltello è ovviamente il
timoniere, responsabile dell'incidente. Non giovanissimo e corpulento ha qualche difficoltà ad infilarsi le pinne ma poi scende in acqua respira a fondo... e si produce in un'apnea di circa cinque secondi accompagnata da innumerevoli schizzi prodotti dalle pinne turbinanti nell'aria. Dopo altri tentativi con apnee di durata decrescente fino ai due secondi passa la mano agli altri membri dell'equipaggio che accusando le troppe sigarette, la mancanza di allenamento o altri problemi vari non riescono quasi a raggiungere l'elica bloccata. A quel punto, lanciato uno sguardo all'armatore, indosso la tutina da superman, e chiedo:"posso provare io?" Seduto sulla scaletta di poppa l'indossare pinne e maschera è una vera cerimonia: bagnare i piedi, bagnare le scarpette delle pinne perché si infilino facilmente, bagnare la maschera, sputare sul vetro e strofinare accuratamente perché non si appanni, sciacquarla di nuovo, indossarla e controllare che non ci siano possibilità di infiltrazioni d'acqua. Afferrare il coltello affilato e scivolare in acqua senza spruzzi. Respirando profondamente e rumorosamente attraverso il boccaglio avvicinarsi alla poppa della barca in avaria, elegante capovolta, 45 secondi di apnea, non serve neppure il coltello, basta ruotare l'elica in senso contrario per liberare la cima solo un po' spelacchiata. Emergere e senza il minimo affanno dire:"ecco fatto, l'elica è libera". Dite quello che volete, ma anche queste sono soddisfazioni!

offerto da skipper246 | 21:18 | commenti (68)