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mercoledì, giugno 30, 2004
Incontri
Ali colorate
di farfalla
balenanti. irregolari.
Fragile assurdità
di volo
nella brezza
costante
sul mare aperto.
grazie di tanta
fatica
per portarmi
il saluto
dell'amica.
venerdì, giugno 25, 2004
Spero tra qualche giorno di ritrovare ritmi più usuali, abbiate pazienza. Saluti a tutti.
mercoledì, giugno 16, 2004
Assurdo
Possono
due solitudini
convivere, unirsi
complementarsi
senza
per definizione
autodistruggersi?
Interessante
quesito logico
che mi scombussola
non poco
lunedì, giugno 07, 2004
 
42 Km 165m. 3428°. Venezia 1995
Mi è sempre piaciuto corricchiare, mi facevo due o tre uscite settimanali di una decina di chilometri, spesso solo, talvolta in compagnia. Un giorno un amico lanciò una battuta: "perché non fai la maratona di New York?"...Esclusa subito la località, troppo impegnativa logisticamente,il seme cominciò a germogliare: perché non confrontarsi con i 42Km e 165m? I primi passi furono individuare un gruppo di marciatori locale per avere compagnia durante gli allenamenti (speranza illusoria, si è quasi sempre totalmente soli) e per avere il tesseramento alla federazione. Poi qualche rivista, un libro con delle tabelle di preparazione e via, sulla strada. Obbiettivo, fare i 42 chilometri tutti di corsa in meno di 4 ore; a disposizione quattro o cinque allenamenti settimanali più qualche sabato ogni tanto per le sedute più lunghe. La decisione è presa ma ormai è già settembre e la stagione delle maratone si avvia alla chiusura, due mesi sono insufficienti per una seria preparazione ma voglio provare egualmente ad impostare il programma di allenamento per capire che impegno richiede. Così per tre mesi (Settembre ottobre novembre) la sveglia suona sempre alle sei del mattino, non ho neppure bisogno di muovere la macchina perchè a poche centinaia di metri da casa si snodano percorsi d'allenamento, utilizzati da molti, con tanto di distanze di riferimento segnate sull'asfalto. E si susseguono il corto veloce sui sei Km; il medio e il ritmo gara sui dodici Km le ripetute, il vario in salita. Una sinfonia di impegni di sensazioni di soddisfazioni. Tabelline di tempi e chilometri che segnano progressi, stasi, limiti. Conclusione dei tre mesi sperimentali: si può fare. Purtroppo l'impegno della crociera estiva spezzerà in due la preparazione ma la maratona di Venezia a fine ottobre dovrebbe cadere bene. Così continuo su ritmi più blandi fino al maggio successivo poi di nuovo via, a confrontarsi con le ripetute che al primo chilometro tirato al massimo danno stupende, illusorie sensazioni di una corsa librata nell'aria per scendere al quarto , quinto chilometro alla disperata ricerca di un motivo per continuare ad accettare una sensazione di così disperata fatica; o l' allucinata solitudine del lungo lento 24 o 36 chilometri da macinare passo dopo passo ascoltando analizzando e, perché no, godendo la fatica consci di quanto il nostro fisico può fare.
Ma... e la maratona? A questo punto, dopo più di sei mesi di preparazione è solo una logica conseguenza, considerato che non esistono motivi agonistici, è una verifica della qualità del lavoro fatto, c'è l'emozione del trovarsi assieme a quasi settemila persone che corrono con te, raccogliere qualche brandello di applausi, commuoversi per un altoparlante che trasmette il "nessun dorma" e ti offre lo squillante: "Vincerò!!!" di Pavarotti. Sono arrivato 3428° in 3 ore 45 minuti ma non ho più ritrovato la determinazione per affrontare una seconda maratona, sono tornato a corricchiare.
giovedì, giugno 03, 2004
Considerazioni
In questi giorni stò mettendo a norma l'impianto elettrico di alcuni appartamenti che un'azienda agricola locale mette a disposizione dei propri dipendenti. Sono in gran parte extracomunitari alcuni dei paesi dell'est altri africani. Incominciando i lavori i dipendenti italiani mi hanno detto: chissà cosa troverai in quelle case! Nessuno ci fa mai lavori...e tanto meno pulizia!.Invece i tre appartamenti sistemati fin'ora, a parte problemi di infiltrazioni legati alla fatiscenza del tetto, erano decorosamente puliti. Lunedì per aprirci la porta arriva su un motorino un negretto in tuta e stivali di gomma con le tracce evidenti del lavoro svolto in stalla. Parla un italiano abbastanza corretto, saluta e torna al suo lavoro. L'appartamento è disadorno, arredamento ridotto all'essenziale, ma non manca il televisore e il lettore DVD. Mi colpisce, su un calorifero, la riproduzione di un quadro che rappresenta Praga, il ponte Carlo...strano. Il lavoro procede senza particolari difficoltà, sostituire i vecchi fili, aggiungere la linea di terra, sostituire prese ed interruttori. Così mi trovo in camera da letto e sul comodino un quaderno di appunti, butto l'occhio sulla copertina...: "Diritto costituzionale italiano e comparato" Modifiche al titolo quinto della costituzione....E accanto Italo Calvino: "Il Visconte dimezzato"; Orwell: "La fattoria degli animali".
Confesso di essermi un po' vergognato, non è che gli avessi appiccicato un'etichetta stereotipata solo per il fatto di averlo inquadrato in un certo ambiente, con certe caratteristiche, ma mi è venuto da pensare quante volte non sappiamo rendere giustizia a una persona solo perché non vediamo oltre.
Una lezione da registrare.
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