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lunedì, maggio 31, 2004
Corsa Mantra Libertà
Quando partivo per i 50 giorni di crociera estiva mi era difficile far capire ad amici e conoscenti "invidiosi" che l'esperienza era assai lontana dal sogno di libertà totale che tutti avevano in mente. Una barca di 14 metri anche se apparentemente spaziosa non lascia molti angoli "privati". Se per di più a bordo non sei con persone con le quali condividi visioni di vita, interessi, curiosità; ma sei nella condizione di dover offrire 24 ore su 24 la tua disponibilità per qualsiasi impiccio che riguardi la navigazone o la sicurezza della barca, e dalle 8 alle 22 per qualsiasi altra incombenza, da un caffè fuori orario ad una bibita fresca ad un giornale dimenticato sotto coperta. A questo punto l'immagine che più rende la situazione è quella della Caienna...Qui siinserisce il concetto della corsa come mantra per ritrovare un po' di equilibrio interiore e come modo per creare uno spazio proprio. Non che la cosa fosse proprio semplice, dovevo lasciare la barca alle sei di mattina, quando eravamo ormeggiati in qualche fortunato porticciolo, e allora avevo a disposizione un'ora tutta per me, condita da strade ancora tranquille, scorci affascinanti, profumi e colori rigeneranti. Gli itinerari erano diversi, dalle strade provinciali asfaltate con i primi cenni di traffico, alle strade sterrate, con i contadini che raggiungevano i campi a dorso di mulo o a cavallo per finire a esigui impervi sentieri in mezzo alla macchia mediterranea che mettevano a dura prova la solidità delle caviglie e graffiavano allegramente le gambe. Ma la testa era libera, ero solo per me stesso vivevo e godevo la mia fatica, il mio affanno, il pulsare del cuore nel petto. Qualche caso fortunato offriva anche, al termine della fatica, una baia riparata e deserta che consentiva di spegnere il sudore nel fresco abbraccio del mare con poche rilassanti bracciate. In questo periodo, che non è stato dei più sereni per me, ho sentito la necessità di ritrovare lo svuotamento mentale legato alla corsa di ripetere questo mantra... dopo tre anni di sosta non è stato proprio facile, la sensazione di fatica predominava sopra quella del ricercato equilibrio interiore, ma pian piano stanno riaffiorando le vecchie sensazioni, anche se i tempi e i percorsi sono ancora lontani da quelli di tre anni fa, ma basta non cedere....AUMMMM!!!!!
martedì, maggio 25, 2004
Venerdì 21 maggio Serata teatrale benefica organizzata dal Rotary club in favore dell'associazione di cui faccio parte. Impossibile mancare, anche se il Rotary non è proprio nelle mie corde. In scena: "Le nozze di Figaro" compagnia di filodrammatici......assai lungo!!
Sabato 22 maggio Lavorato tutto il pomeriggio, sotto la pioggia.
Domenica 23 maggio Gita in montagna, non impegnativa ma interressante.
Lunedì 24 maggio lavorato parecchio, colpito da abbiocco improvviso alle 22.30
Martedì 25 maggio anche oggi giornata intensa...mi perdonate se non sono troppo presente? Saluti a tutti.
martedì, maggio 18, 2004
 Corea, Indocina, Algeria, medio oriente, Vietnam, Iraq I, Bosnia, Cecenia, Afganistan, cinquant'anni abbondanti di guerre che mi hanno tenuto compagnia nell'arco della vita, dal trentottesimo parallelo ormai perso nella nebbia di un vago ricordo della guerra in Corea alle immagini dai colori improbabili degli attacchi notturni della guerra del golfo. Guerre cariche di sofferenze e di morti, come tutte le guerre, ma avevano come caratteristica una certa chiarezza, una assurda logica politico-economica. Delimitare zone di influenza o testare resistenze. L'incubo atomico rendeva improponibili scontri diretti tra le superpotenze ma la logica aveva ancora peso nella condotta dei conflitti. Solo la guerra d'Algeria mi ha lasciato immagini più "attuali" un compagno di liceo di origini algerine e in contatto col Fln riceveva un notiziario in cui non mancavano foto di cadaveri sgozzati, talvolta coi genitali ficcati in bocca... la Francia dell'OAS non aveva le sensibilità odierne. Perché questo cappello, perché mi stò rendendo conto con terrore che le motivazioni dell'intervento di Bush in Irak non sono ne politiche ne economiche, ma puramente ideologiche e fanatiche, il che mi fa temere che l'unica soluzione possibile della situazione attuale sia un totale disastro. Cosa ancora più preoccupante è che il fumo delle esplosioni sul campo di battaglia impedisce di vedere un nuovo problema che nuovo non è, ma col quale toccherà fare i conti in maniera sempre più diretta. Bussa alla porta il caropetrolio: che novità, direte voi, c'è la guerra in Irak, è normale. La mia impressione è che tanto normale non sia, per la prima volta la logica dei produttori che agendo sul rubinetto della produzione potevano regolare il prezzo del petrolio, non ha funzionato, l'OPEC ha detto: aumenteremo la produzione, state tranquilli, ma il mercato non si è tranquillizzato perché con due conti si scopre che il rubinetto è già tutto aperto e la Cina è un pozzo senza fondo; con uno sviluppo all'8% credo che in una decina d'anni raddoppierà i consumi...A fronte d queste prospettive e con tempi che sono ridottissimi la classe politica attuale mi sembra paurosamente inadeguata e impreparata. Soluzioni possibili, sperare che la mia visione sia troppo pessimistica, sperare che si riesca ad ottenere la fusione nucleare e che nel giro di una ventina d'anni si riesca a riconvertire tutto, attendere lo sbarco di omini verdi che aggiustino un po' tutto.....attendere che il dito di Dio metta l'interruttore su"OFF"
sabato, maggio 15, 2004
L'agave e lo scoglio
O ribido ventare di scirocco
che l'arsiccio terreno gialloverde
bruci;
e su nel cielo pieno
di smorte luci
trapassa qualche biocco
di nuvola, e si perde.
Ore perplesse, brividi
d'una vita che fugge
come acqua tra le dita;
inafferrati eventi,
luci-ombre, commovimenti
delle cose malferme della terra;
oh alide ali dell'aria
ora son io
l'agave che si abbarbica al crepaccio
dello scoglio
e sfugge al mare da le braccia d'alghe
che spalanca ampie gole e abbranca rocce;
e nel fermento
d'ogni essenza, coi mie racchiusi bocci
che non sanno più esplodere oggi sento
la mia immobilità come un tormento.
Eugenio Montale
martedì, maggio 11, 2004
 Cosa oltre?
Ai miei occhi
il tuo corpo
ha mutato il suo
valore.
Svanito ogni squilibrio
le carezze, l'essere accanto
non sono più
nelle mie mani
appigli
per salire
un paradiso
al suo culmine
cieco
all'altro.
Perché cercare
oltre
se uno sguardo basta
a sentirsi
uno.
mercoledì, maggio 05, 2004
Barriera
Un muro
di sorrisi amichevoli
mi circonda
Non trovo
breccia
per sentire
naturale calore
animale
sabato, maggio 01, 2004
Parole
Dalle tue labbra un fiore subito nel mio cuore un giardino
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