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domenica, novembre 30, 2003
 
Mura del castelliere di Rupin Piccolo Foci del Timavo (neolitico - età del bronzo)
Casa carsica
Approfittando di una giornata particolarmente dolce ho fatto un'escursione guidata nel carso triestino. Partendo dalle foci del misterioso Timavo che sgorga dalla roccia poche centinaia di metri dal mare dopo un percorso di più di cinquanta chilometri sottoterra facendosi vivo nei complessi ipogei delle grotte di Postumia, San Canziano e Abisso di Trebiciano. Rapida puntata ad alcune rocce che recano i profondi solchi delle ruote dei carri romani, poi ad una grotta con vestigia di tributi al dio mitra, ai resti di una casa romana, e ad una casa rurale carsica risistemata con arredi ed atrezzi agricoli primo ottocento. Ma non basta, è seguita la visita a delle cavità che servivano alla conservazione del ghiaccio che veniva commerciato nella stagione estiva, per concludere con i resti delle mura di uno dei castellieri meglio conservati della regione (Castricoli, popolazioni guerriere egemoni in regione nell'età neolitica fino all'inizio di quella del bronzo e all'avvento dei romani). Per essere sinceri la conclusione vera è stata in una "osmizza" locale tipico della zona dove i contadini mettono in vendita i propri prodotti, tipo agriturismo ma più ruspante....Il tutto illustrato da un pensionato autodidatta che gestiva con indifferenza: preistoria, geologia, botanica, etnologia e .....enologia. Il tutto a mezz'ora di macchina, una bella domenica.
sabato, novembre 29, 2003

Alle persone anziane
Quando si è anziani, se non si ha una fede religiosa l'importante è riconoscere che le fondamentali esperienze di sofferenza - la nascita, la malattia, la vecchiaia, la morte - costituiscono parte integrante della vita. Dal momento in cui si nasce, invecchiare e poi morire diventa inevitabile. E' così. non serve a niente dirsi che non è giusto, che dovrebbe essere diverso.
Secondo il buddismo la possibilità di vivere a lungo è dovuta ai meriti passati....Quando si è vecchi è bene prender coscienza, senza illudersi, di quello che significa realmente, e cercare di trarne il meglio. Chiedetevi che cosa potete dare ancora a questa società da cui dipendete ancora. Con le conoscenze che avete acquisito potete senz'altro essere più utile agli altri di quelli che non hanno vissuto a lungo come voi. Raccontate la vostra storia ai familiari e agli amici, condividete con loro le vostre esperienze....Sprattutto non siate come quei vecchi i quali tutto il giorno non fanno che lamentarsi e compatirsi. Non sprecate così le vostre energie. Non piacerete a nessuno e la vostra vecchiaia diventerà un vero tormento.
Dalai Lama I consigli del cuore
venerdì, novembre 28, 2003
Albatri
E' paura
quella che frena
il mio sogno
di tenere il tuo
cuore
nelle mie mani.
E di affidarti il mio.
Non già per possederlo
ma per proteggerlo.
Perché, eterno migratore
senta che in qualsiasi luogo
in qualsiasi tempo
troverà dove posarsi
a sistemar le piume
a riprendere un dialogo
che ne tempo ne distanza
sanno spezzare.
E' paura
che per troppa gioia
le mani si stringano
timorose della perdita
possibile
frantumando il gioco
di equilibri che lontani
ci tiene uniti.
giovedì, novembre 27, 2003

"i poeti non hanno nessuna conoscenza dello spirito, di prima mano" proseguì. "Ecco perché le loro poesie non possono centrare perfettamente i veri gesti per lo spirito. Però si avvicinano abbastanza."
Prese uno dei miei libri di poesie da una seggiola accanto a lui, era una raccolta di Juan Ramon Jimenez. L'aprì dove aveva messo un segnalibro, me lo passò e mi fece segno di leggere.
Sono io stanotte a camminare
nella mia camera o forse il mendico
che s'aggirava furtivo nel mio giardino
all'imbrunire?
Mi guardo attorno
e trovo che tutto
è lo stesso e non è lo stesso...
Era spalancata la finestra?
Non mi ero già addormerntato?
Non era verde-tenero il giardino?...
Il cielo era azzurro terso...
E ci sono nuvole
e soffia il vento
e il giardino è cupo e melanconico.
I miei capelli erano neri, credo...
ero vestito di grigio...
E sono grigi i mie capelli..
e sono vestito di nero...
e' questo il mio passo?
Questa voce, che prende suono dentro di me,
ha i ritmi della mia voce di una volta?
Sono io o sono il mendico
che s'aggirava furtivo nel mio giardino
all'imbrunire?
Mi guardo intorno....Ci sono nuvole e soffia il vemto...
il giardino è cupo e malinconico...
io vengo e vado...Non è vero
che mi ero già addormentato?
i mie capelli sono grigi...E tutto
è lo stesso e non è lo stesso...
Rilessi la poesia fra me e colsi lo stato d'anino d'impotenza e di smarrimento dell'autore: Chiesi a don Juan se provava anche lui le stesse sensazioni.
"Credo che il poeta senta il peso degli anni e l'ansia che deriva da una simile scoperta" disse don Juan. "Ma questo è solo una parte. L'altra, quella che interessa a me, è che il poeta, benché non muova mai il punto d'unione, intuisce che c'è in gioco qualcosa di straordinario. Intuisce che c'è qualche fattore non nominato, terribile per la sua semplicità, che determina il nostro destino."
Carlos Castaneda Il potere del silenzio Arcane energie dello spirito (1987)
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